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IL SABATINO.it
A MONTREAL SI PARLA ITALIANO:    PER QUANTO TEMPO ANCORA?


E’ una domanda che ci stiamo facendo da qualche tempo, e la risposta non è scon-
tata.  Convegni,  conferenze,  tavole rotonde, libri, articoli, interviste (se ne possono
leggere  alcune  in altre pagine della nostra rivista) si sono succeduti negli anni for-
nendo risposte parziali o creando nuove domande. Al di fuori dell’Italia, Montreal è
una delle poche, forse  l’unica metropoli al mondo dove ancora  la lingua italiana è
compresa e parlata da decine di migliaia di giovani. Se analizziamo come si è evo-
luto  l’insegnamento  della lingua italiana a Montreal, scopriamo che il principale at-
tore sulla scena è stato, da oltre 40 anni, ed è ancora il PICAI. Tutti sappiamo che il
merito principe del PICAI (organismo guidato da un Consiglio di Amministrazione
che trae dal volontariato la sua principale ispirazione) è quello di organizzare e ge-
stire, ogni anno, numerose attività culturali e centinaia di corsi d’italiano (a Montreal
e dintorni)  frequentati  da  migliaia  di  giovani  in  età  scolare. È anche noto che il
PICAI,  non avendo scopo di lucro, non ha risorse proprie ed  ha potuto svolgere la
sua azione essenziale grazie soprattutto al sostanzioso contributo finanziario dell’I-
talia; ma si è assunto anche tutte le responsabilità giuridiche ed economiche della
vasta rete di  attività  svolte  che  forse avrebbero dovuto essere a carico dell’Italia.
Quindi il PICAI ed  i  suoi amministratori hanno sollevato l’Italia da questi oneri. Tut-
tavia questo sostegno, che per quasi quarant’anni ha permesso di portare avanti un’
opera che ha reso  Montreal  la città dove ancora ``
il dolce sì suona``, come Dante
avrebbe detto,   viene  improvvisamente quasi a mancare. In effetti, negli ultimi due
anni,  il  contributo proveniente dall’Italia è stato praticamente dimezzato e questo
non può che porci molti interrogativi  sulla sopravvivenza della nostra lingua in terra
canadese. Una prima domanda da fare è chiedersi se l’Italia sia ancora interessata
alla diffusione dell’italiano. E se così non fosse ci domanderemmo se il PICAI potrà
continuare  ancora  a  lungo le sue attività.  La domanda che segue è diretta conse-
guenza delle due precedenti: l’italiano a Montreal è destinato a scomparire? E infine
resta da chiedersi  quale  posizione  assumeranno la nostra comunità ed i suoi rap-
presentanti di fronte a tale evenienza.

Tanti interrogativi, ai quali ci piacerebbe avere risposta.

Il Direttore
                                                                                     Ottobre 2011
Cosa c'è di nuovo al PICAI?

Non starò qui a raccontarvi la storia quarantennale del PICAI, che potete trovare in
altre pagine del  nostro giornale, né parleremo degli avvenimenti un po’ più recenti; ci
soffermeremo invece sugli ultimi due – tre anni. E questo perché si  sta forse verifi-
cando una svolta epocale con conseguenze non facilmente prevedibili.
La crisi finanziaria mondiale è sotto gli occhi di tutti e non pretendo di spiegare i
perversi meccanismi che la determinano. Posso invece parlarvi di ciò che sta avve-
nendo al PICAI come conseguenza anche della crisi. Il PICAI, Compagnia di diritto
canadese, ha potuto svolgere la sua attività sociale e culturale anche e soprattutto per
effetto del contributo che il Governo italiano, attraverso il Ministero degli Esteri, ha ver-
sato nelle sue casse. Ma oggi la situazione sta drammaticamente deteriorandosi. Il
Governo italiano, alle prese con il suo elevatissimo debito pubblico e con gravi proble-
mi di crescita economica, ha fatto un drastico taglio (oltre il 50%) nello scorso eserci-
zio finanziario, e non è improbabile che ulteriori tagli siano in arrivo. Di fronte a tale si-
tuazione il Consiglio di Amministrazione del PICAI, presieduto da Pia Maria Gaudio,
ha dovuto operare importanti interventi riorganizzativi al fine di contenere ulteriormen-
te le spese.
Ma non è finita lì.
Il costo di locazione delle aule imposto dalle Commissioni Scolastiche è molto eleva-
to, ragione per cui alcune scuole sono state chiuse e gli alunni spostati nelle strutture
vicine, creando qualche problema alle famiglie degli studenti. Si è anche verificato un
altro fenomeno che ci deve far meditare. Nelle scuole della zona est di Montréal si è
notato un certo calo nelle iscrizioni delle classi elementari e medie, mentre un aumen-
to si è verificato nell’ovest dell’isola e nelle scuole di Laval. Il fenomeno non ha ancora
chiari connotati e il Consiglio di Amministrazione sta esaminando i dati man mano
che si consolidano cercando di interpretarli e attuare gli eventuali rimedi. Possiamo
chiederci se le previsioni non ottimistiche del Console Poletti, nell’intervista che ci ha
rilasciato qualche mese fa, (la potete trovare nella pagina ‘’interviste’’ del Sabatino) si
stiano avverando. Il Console aveva previsto un certo arretramento del ‘’bisogno’’ di
italiano  da parte della comunità monrealese a fronte dell’incremento di insegnamen-
to di altre lingue, quali lo spagnolo, il cinese ed altre a seguito dell’incremento di que-
sti ceppi etnici.
Cosa ci possiamo aspettare? Ulteriori chiusure di corsi d’italiano per mancanza di
contributi o per mancanza di studenti?
Forse è opportuno che la comunità italiana rifletta attentamente ………………


Il Direttore                                
                                                                                                  Novembre 2012
Il Sabatino, atto ???

Siamo di ritorno con il 2014. Ci siamo arrivati tra molte difficoltà, e con molto impegno,
assieme ai direttori, agli insegnanti ed agli allievi delle nostre scuole che hanno voluto
collaborare e senza il cui apporto la nostra rivista non avrebbe motivo d’esistere. La nostra
rivista esiste ancora nonostante le oggettive difficoltà di bilancio che hanno marchiato la
vita recente del PICAI.
Il Consiglio di Amministrazione ha dovuto adottare sofferte misure di riduzione di attività. Il
futuro non si presenta sotto auspici favorevoli. La crisi economico-finanziaria colpisce l’Italia
e tutto il mondo occidentale. Di conseguenza un’ulteriore riduzione del contributo del MAE
c’è stata nel 2012 e nel 2013. Ma potrebbe darsi che nel 2014 le cose peggiorino ancora.
Questa situazione porterà il PICAI ad adottarealtre misure restrittive delle sue attività
istituzionali e se nulla cambierà si potrebbe giungere alla sospensione dell’attività.
Noi, e cioè la nostra rivista, cosa possiamo fare per contribuire ad appoggiare la missione
del PICAI nonostante tutto? Intanto cercheremo di sensibilizzare tutte le organizzazioni
territoriali italiane e la comunità attraverso le nostre pagine WEB. .Assieme a tali iniziative
occorre che tutti diano il loro contributo affinché la nostra attività sia posta in primo piano e
si sollecitino coloro che non vedono o fingono di non vedere il futuro che si prospetta. In
particolare vorremmo coinvolgere in quest’opera di sensibilizzazione le persone che sono
preposte all’insegnamento e alla diffusione della lingua italiana affinché a loro volta si
facciano portatori dei valori culturali e linguistici che rendono viva la nostra appartenenza e
identità e li trasmettano nell’ambiente scolastico, tra gli studenti e le famiglie,
Suggeriamo quindi a tutti quelli che hanno a cuore le sorti del PICAI e quelle de “IL
Sabatino”di inviarci molto materiale da pubblicare con articoli,anche di poche righe, foto e
documenti che mostrino le attività della nostra missione e la sua importanza per la comunità
italiana montrealese.
Stringiamo i denti e diamoci da fare!
Riusciremo a fare qualcosa? Non lo so, ma so che bisogna provarci.

                                                                   Gennaio 2014
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