Il giornale della comunità del PICAI Attualità, notizie dalle scuole, curiosità e tanto altro ancora
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IL SABATINO.it




In questi giorni abbiamo avuto il piacere di incontra-
re il Console Poletti per una breve intervista in meri-
to all'Italiano come lingua e come cultura nonché al
suo insegnamento a Montreal.
Il Console Poletti, romano, numero due del Conso-
lato di Montreal, dopo il Console Generale Picheca,
è giunto nella nostra città da poco meno di un anno
e,  al primo turno del suo incarico all'estero,  ha già
potuto orientarsi e comprendere  le  problematiche
della nostra comunità.
GGP- « Quindi eccola qui in questa realtà montrea-
lese che conta un’ importante presenza di Italiani.»
P- « Sì, i detentori di passaporto italiano nell'area di
Montréal sono più o meno 40.000, a fronte di una
popolazione di origine italiana pari a circa 250.000
persone.»
GGP- «  Io  qui  rappresento  la  rivista  on-line,  IL
SABATINO,  che  si  rivolge  a  tutti  coloro  che nel
PICAI e attorno al PICAI  in vario modo amano la lin-
gua  e la cultura italiana, lingua con la quale conti-
nuano ad esprimersi, anche con tutte le sue varian-
ti dialettali. Lei sig. Console, che è di recente arrivo
e non sconta idee pregresse, ritiene che esista un  
bisogno d’ italianità e, se sì, siamo in grado di
soddisfarlo?»
P- « Credo di sì, nel senso che, quando sono arri-
vato qui, ho cominciato a scoprire una comunità ita-
liana  a  Montreal, ed oggi, ad un anno di distanza,
posso dire che esiste a Montreal una comunità ita-
liana grande, complessa,  con una variegata dina-
mica al suo interno, vitale, con una volontà di man-
tenere saldo il legame con il paese d'origine.
Questo si può verificare sia parlando con le perso-
ne più anziane che con quelle più giovani, anche se
nate qui. Ciò avviene anche attraverso lo studio del-
la lingua italiana, nostro prezioso patrimonio. Ma an-
che attraverso la nostra cultura e tramite il piacere
di partecipare ad eventi sociali, di inonltrarsi, di con-
dividere esperienze legate all'Italia ed al patrimonio
di tradizioni che caratterizza il nostro paese.
C'è qui,  più che in altre realtà italiane  all'estero, la
volontà di mantenere certi usi propri del paese d'ori-
gine.   Ad esempio l'uso dell'italiano parlato tra i
membri della famiglia, particolarmente attraverso il
prezioso ausilio dei nonni che continuano a parlare
italiano con i nipoti nati qui. »
GGP- «  Questo  può  perciò essere il motore che
porta tanti italiani, anche di seconda o terza gene-
razione, ad avvicinarsi o a riavvicinarsi alla lingua
italiana ? »
P- « Sì, anche se con la presenza di inflessioni dia-
lettali  comprensibilmente  presenti.  Il  desiderio di
conservazione della lingua italiana è considerato un
patrimonio che vale la pena di mantenere.
A questo riguardo i corsi del PICAI hanno avuto ed
hanno un ruolo essenziale nel corso degli anni. »
GGP- « C'è però una tendenza delle nuove gene-
razioni a non utilizzare l'italiano come lingua parlata
in famiglia. Questo può creare, in prospettiva, una
disaffezione al suo  mantenimento?»
P- « Io credo che rimarrà come lingua delle famiglie
italiane d'origine. Quando incontro giovani d'origine
italiana riesco a colloquiare con loro in italiano, an-
che se con qualche difficoltà minore. »
GGP- «  Uno  dei  problemi  che da molti anni è sul
tappeto, ma che non sembra poter giungere a solu-
zione, è quello dell'insegnamento dell'italiano « cur-
ricolare ». Ci sono realtà importanti in cui si insegna
italiano,  come la grande organizzazione del  PICAI,
l'Istituto Italiano di Cultura che però si rivolge ad un
altro target e qualche altra realtà minore,  ma nelle
scuole del Québec?».
P- « Ci sono quattro scuole in cui è inserito currico-
larmente.  Bisogna  tener  conto che ci sono lingue
che  si  stanno  imponendo  in  maniera pesante in
conseguenza  delle  variazioni degli equilibri demo-
grafici : spagnolo, cinese, arabo ed il fenomeno di
arretramento  dello studio dell'italiano si deve con-
siderare inevitabile.
Se i numeri in mio  possesso sono aderenti alla re-
altà e se il fenomeno  mantiene l'attuale trend non
vedo possibiltà di miglioramento. L'offerta dei corsi
del  sabato  organizzati  dal PICAI sono già rispon-
denti al bisogno ed i genitori, nelle scuole currico-
lari, preferiscono un'altra lingua.
Il PICAI ha svolto un'opera essenziale nel corso de-
gli anni.  Ritengo  però  che  sia  utile  che  il PICAI
investa in formazione  sul suo corpo docente, come
paraltro sta già facendo.  Un  esempio è il corso di
formazione che in questi giorni il prof. Mezzadri ha
tenuto ai Direttori  ed ai « Tutor » delle  scuole del
PICAI.
I docenti  mostrano  motivazione  e  passione per il
loro lavoro ma devono essere aiutati e sostenuti da
un'opportuna  formazione  tecnica.  Sono contento
che il PICAI abbia  intrapreso questa strada ed au-
spico che continui anche per far fronte al turn-over
degli insegnanti stessi»
GGP- « Uscendo dal  tema scuola vorrei il suo pun-
to di vista sulla promozione che il Consolato di Mon-
treal svolge  o  prevede di svolgere per sostenere il
« Made in Italy ».
P- « A Montreal esiste  un sistema Italia  nel senso
che  esistono  enti  ed  istituzioni  che hanno come
missione, tra le altre, quella di promuovere proprio
il   « Made in Italy ».  Ci  sono  quindi  il  Consolato
Generale, l'Istituto del Commercio Estero,  l'Istituto
Italiano di Cultura,  La Camera di Commercio Italo-
Canadese, il tutto coordinato dal Consolato. Vi so-
no programmi e missioni incrociate di interscambio,
l 'Istituto di Cultura organizza eventi che hanno per
centro focale l'Italianità in tutti i suoi aspetti culturali.
Il passato mese di settembre ne è stato un esempio
con  Il  Piccolo  di Milano, con conferenze , con film,
con  la  rappresentazione   di Rigoletto ed altre che
hanno promosso l'Italia e le sue eccellenze culturali.
»
GGP- « Nel ringraziare Il Console Poletti per la sua
cortese  disponibilità,  la  redazione del Sabatino gli
augura una felice e proficua permanenza a Mon-
treal."




In occasione dell’inaugurazione dei corsi di forma-
zione per i Direttori ed i Tutori degli insegnanti del
PICAI, tenuto dal prof. Marco Mezzadri, docente di
italianistica all’Università di Parma, abbiamo incon-
trato la sig.ra Pia Maria Gaudio, Presidente del
PICAI.
GGP  – “Cara Presidente, Settembre segna l’inizio
del   nuovo anno scolastico per il PICAI. Possiamo
già  fare delle  previsioni sulle iscrizioni?  Che pro-
spettive vede per il PICAI e la sua missione?”
PMG – “Ogni anno le nostre scuole vedono un cer-
to ricambio nelle presenze degli alunni, ci sono co-
loro  che terminano il ciclo della scuola secondaria,
altri decidono di andare a lavorare, altri si iscrivono
ad altre attività, soprattutto sportive, altri ancora so-
no  impegnati  nei  corsi  di Catechismo che le Par-
rocchie forniscono il sabato mattina.  Abitualmente
gli alunni che ci lasciano vengono sostituiti da nuovi
iscritti. Quest’anno  ci  aspettiamo un calo, ma non
ne conosciamo  per  il momento l’entità dato che le
iscrizioni sono in corso. Io sono per natura ottimista
e spero e credo che il PICAI continuerà la sua mis-
sione  ancora per molti anni. Dobbiamo tener conto
che  attualmente  migliaia  di  giovani frequentano i
corsi di italiano del sabato, i corsi pomeridiani che il
PICAI dà nelle  scuole su loro richiesta, i corsi negli
asili  e  nelle commissioni  scolastiche con le quali il
PICAI ha stipulato degli accordi. Credo che finché ci
sarà l’interesse delle famiglie e del Governo italiano
il  PICAI  continuerà  ad  essere presente e attivo a
Montreal.”
GGP –“ Da  qualche  tempo  è  in corso un dibattito
che  vede  partecipare  molti montrealesi, di origine
italiana e non,  su quale prospettiva e quale dimen-
sione  debba  assumere  la lingua italiana ed il suo
insegnamento e quali soggetti vi potrebbero essere
coinvolti.  Lingua “popolare”,  diffusa e parlata nelle
famiglie  e  nei  quartieri italiani, o lingua di “cultura”
destinata solo ad una élite?”
PMG – “E’ certamente lingua di cultura e l’ideale sa-
rebbe che nelle scuole dove c’è una presenza note-
vole di  studenti  di  origine  italiana, alcune materie
venissero insegnate in italiano.  Però,  nel  Québec,
non ci siamo solo noi italiani ma sono molte  le etnie
presenti e, con ragione, ciascuna cerca di mantene-
re la propria lingua e  la propria cultura.  Per buona
parte  dei nostri  utenti l’italiano rappresenta ancora
un mezzo  di  comunicazione  tra nonni e nipoti, tra i
giovani e il resto della famiglia. Molti dei nostri alun-
ni non  continuano  lo  studio dell’italiano, abbando-
nano alla fine del ciclo secondario. Per questo biso-
gnerebbe  creare  intorno a loro un clima di interes-
se allo studio della lingua tanto da invogliarli a sce-
gliere l’italiano anche come materia opzionale nella
continuazione dei loro studi. Penso che per ottene-
re ciò  si renda  necessaria l’unione di tutte le forze
presenti nella nostra comunità (istituzioni, imprendi-
tori,  stampa,  persone abbienti, ecc).   Si potrebbe
creare ad esempio un fondo “borse di studio” da as-
segnare a laureati meritevoli per uno stage di alme-
no 6  mesi  in Italia (nelle industrie, nelle università,
nei conservatori ecc). In questo senso il PICAI, che
è un organismo senza scopo di lucro,  può fare ben
poco,  può  solo  continuare  a  svolgere  la propria
opera, migliorando  la  qualità  d’insegnamento con
una formazione continua degli insegnanti, può cre-
are, quando è possibile,  attività interessanti come i
soggiorni  studio  in  Italia,  cercare, insomma, di ri-
spondere alle aspettative delle famiglie e degli alun-
ni.”
GGP – “La crisi economica ha toccato molti paesi e
il sistema  Italia ne ha subito pesanti conseguenze.
E il PICAI?”
PMG – “ Sanno tutti che il PICAI si regge sulle quo-
te  d’iscrizione  e  sul contributo del  Ministero degli
Affari Esteri italiano. Ma questo contributo, per i noti
motivi  di crisi,  ha subito un taglio del 40% a cui va
aggiunta una perdita consistente dovuta al tasso di
cambio  sfavorevole.  Per  queste  ragioni nell’anno
scolastico  2010/2011  il PICAI si è visto costretto a
chiudere le scuole con minor numero di alunni.”
GGP – “ Ringraziamo la Presidente Pia Maria
Gaudio della sua cortesia augurandole di conti-
nuare il suo importante lavoro.”




GGP – « Siamo qui con il prof. Marco Mezzadri  del-
l’Università di Parma, ed è un grande evento.
Professore, cosa ci dice della sua  esperienza  del-  
l’insegnamento della lingua italiana in tanti diversi
contesti, in Italia ed in tante nazioni all’estero ? »
MM – « Si, io ho insegnato italiano in tante parti del
mondo ed in Italia, e  da molti anni mi dedico alla di-
dattica  delle  lingue moderne, in particolare dell’ita-
liano come lingua straniera, cioè come lingua che si
parla  fuori  dall’Italia  ma anche come lingua che gli
stranieri  devono  imparare a parlare in Italia. Que-  
st’ultima  ha  caratteristiche  diverse  da  quelle  di
apprendimento  di  una lingua « straniera », come
può essere oggi l’italiano qui a Montréal. Come è
avvenuto  in tanti  altri contesti nel mondo, l’italiano
si è andato via via spegnendo, o meglio  da  lingua
parlata in famiglia  si è passati  ad una situazione si-
mile a  quella  dell’inglese  in Italia, cioè non parla-
to  nel contesto della vita di tutti i giorni, salvo ra-
rissime occasioni. Questo comporta  una  forte  ri-
flessione da parte degli insegnanti, in particolare di
quelli che erano  abituati  alle  generazioni  passa-
te di studenti che avevano una competenza lingui-
stica di altro genere. »
GGP – « Anche gli autori dei testi su cui studiare
dovranno rivedere i loro piani didattici. »
MM – « Sì.  L’editoria  è  un  mondo molto variegato
ma  che,  nella  maggior parte  dei  casi, deve fare i
conti con il mercato.  Non  è infrequente che l’edito-
ria  crei  dei  testi  venduti tanto per l’insegnamento
come  lingua seconda in Italia che per gli italiani al-  
l’estero,  come per l’italiano che si impara qui. Ci so-
no  profonde  differenze  e non è vero che i libri va-
dano bene per  entrambi  i contesti. Inoltre occorre
tenere  conto  della diversa competenza linguistica
dei figli  e  dei nipoti degli immigrati italiani qui, ed è
cambiato anche il modo di concepire la metodologia
didattica.  Le  innovazioni sono state davvero tante,
la  mia  visita  qui  ed il corso tenuto agli insegnanti
del PICAI  tiene conto delle innovazioni determinate
da questa evoluzione. Si è parlato del testo con cui
verrà  insegnato  l’italiano agli studenti delle scuole
medie del PICAI che è strutturato con forti caratteri-
stiche innovative.  Chi ha studiato italiano in Italia o
su  manuali  di  non  ultima  generazione sa quanta
parte  vi  avesse  la  grammatica.   Questo metodo  
« grammaticale » poneva l’italiano in una situazione
molto  diversa  rispetto  ad  altre grandi lingue; pen-
siamo ad esempio alla differenza di approccio all’in-
segnamento dell’inglese quale lingua straniera.
Questi  giorni  di  riflessione  con  gli  insegnanti del
PICAI sono stati un’occasione per riflettere su come
rispondere meglio ai bisogni degli studenti di oggi in
un’ottica di insieme.
Abbiamo quindi un “sistema”: ci sono le funzioni am-
ministrative e dirigenziali del PICAI, ci sono i diretto-
ri, ci sono i tutori,  ci sono gli insegnanti,  ci sono gli
studenti, ma ci sono anche i materiali cioè i libri. Ed
io entro in questo sistema da esterno,  come chi ha
creato  un  libro  che  è  stato  considerato utile per
realizzare  questo  accostamento  ad  una moderna
metodologia didattica.”
GGP – “ In  realtà  ci sono state valutazioni fatte dal
PICAI  sui  vari  testi presenti sul mercato ed è stato
scelto "Rete junior " come più adatto a realizzare gli
obiettivi didattici prefissati. Come ha visto gli allievi
del corso?”
MM – « E’ sempre difficile calarsi in una realtà nuo-
va,  anche  se  l’esperienza  acquisita  in  giro per il
mondo mi fa vedere alcune analogie tra la situazio-
ne a Montréal e quella vista altrove. Tuttavia mi so-
no trovato da  subito a mio agio. Il gruppo degli “al-
lievi” è stato  subito molto partecipativo ed ha colto
le modalità  interattive lavorando e cogliendo gli sti-
moli che venivano dati. Ed erano aspetti non sempli-
ci.  La difficoltà  principale era  di  far capire ciò che
sta  dietro  il  manuale di cui sono autore assieme a
Paolo Balboni.  La teoria che sta alle spalle  è tanta
e farla passare ad insegnanti che spesso fanno al-
tro nella vita è piuttosto difficile. Qui però ho trovato
un terreno molto fertile. Anche se  per la brevità del
corso e per un livello di partenza di alcuni, diversa
rispetto a quella di altri,  non si può pensare di aver
raggiunto obiettivi  molto ambiziosi.  Ma sono molto
contento della risposta e dell’interazione che si è
potuta creare durante il corso. »
GGP – “Io ho partecipato al corso e devo dire che l’
ho trovato di grande interesse ed utilità.
Nelle attività  editoriali  di cui si occupa, ci sono altri
testi  adatti  a  differenti fasce di età, bambini da un
lato ed adulti dall’altro ? »
MM – « Ho curato, assieme  ad altri autori, una col-
lana che si rivolge  ai bambini dai 6 agli 11 anni che
si chiama « Girotondo » e per le fasce di età sopra i
17 anni  ci  sono  « Nuovo rete »  e  « Italiano pronti
via ». Tutti questi rispondono ai metodi didattici me-
todologici  « comunicativi »  che  sono  in « Rete ju-
nior » adattati alle differenti problematiche connes-
se alla fasce di età e di bisogno. »
GGP – « Ringraziamo il prof.Mezzadri per la sua
visita e per l’intervista che ci ha concesso, augu-
randoci di rincontrarlo a Montréal e non solo. »
MM – « Io ringrazio il PICAI e le persone che ho
incontrato in questi giorni unendomi a loro nella
loro e  mia missione che è quella di migliorare e
diffondere la conoscenza della lingua e della
cultura italiana. »
Negli ultimi mesi si è evoluta, negativamente per il PICAI, la situazione che concerne l'insegnamento
dell'italiano a Montreal. Il contributo che il MAE (Ministero degli affari esteri) verserà al PICAI per
l'anno scolastico corrente è stato ulteriormente ridotto, determinando una situazione di grave
sbilancio economico. Il PICAI, pur avendo ritoccato i contributi delle famiglie degli studenti, deve
pesantemente attingere alle sue riserve per poter continuare a fornire il servizio richiesto. In questa
situazione il Picai ha dovuto rinunciare a rinnovare la convenzione che lo vedeva finanziatore della
scuola East Hill e di alcune scuole legate al PELO. In relazione a questo argomento abbiamo
intervistato il nuovo Console generale d'Italia a Montreal, dott. Enrico
Padula.                                                                                                                                  GGP
Intevista con il Console Generale d`Italia a
Montreal dott. Enrico Padula
Il Dr. Enrico Padula

Il Sabatino - Siamo qui con il Console Generale d’Italia a Montreal dr. Enrico Padula per fare la
sua conoscenza e sapere da lui cosa pensa di fare per gli italiani di Montreal.
CG - Grazie di questa possibilità di presentarmi  e di presentare  i miei progetti in questa realtà
che trovo estremamente stimolante, in questa comunità che, unica nel contesto Nord-
Americano, ha avuto la capacità di mantenere la lingua e le tradizioni e contemporaneamente di
sapersi integrare nella realtà di Montreal  e del Quebec. Il ruolo del Consolato italiano a
Montreal  è particolarmente importante considerata questa situazione specifica della comunità
italiana. Il fatto che, a differenza del  Nord-America,  qui si abbia ancora conoscenza della lingua
che viene correntemente usata e che si abbia una maggiore coscienza della propria identità non
deve tradursi nell’essere Montreal in ritardo su un processo storico inevitabile , cioè quello dell’
assimilazione; ma secondo me deve essere un’occasione per riflettere su come il contributo dei
Canadesi di origine italiana possa mantenere la sua originalità in un diverso contesto e possa
mantenere un suo legame forte con l’Italia; possa in definitiva arricchire il Canada  per quello
che gli Italo-canadaesi riescono a dare,  mantenendo una loro specificità, l’orgoglio della loro
origine e i  legami con la madre patria . Io vorrei, insieme a tutti, fare la riflessione sul ruolo del
Consolato nei confronti della comunità. Come vedere questo ruolo che deve prendere atto del
sottile filo di immigrazioni dall’Italia che continua e della realtà del flusso migratorio avvenuto 40 -
50 anni fa.
Il Sabatino - Nei panni di direttore della rivista on-line ‘’Il sabatino’’  vorrei farle una domanda  
che riguarda le prospettive attese dal Consolato  nei confronti dell’insegnamento della lingua
italiana a Montreal. Leggendo la cronaca della riunione che ha celebrato l’iniziativa della
Fondazione per contribuire al mantenimento dei corsi inseriti  nella scuola East Hill, non ho
trovato traccia, nel suo discorso, dei precedenti ‘’storici’’ che hanno visto il PICAI, negli ultimi
cinque anni, finanziare, attraverso una convenzione, la stessa scuola e alcuni corsi PELO in
altre scuole, con un esborso di 550.000 dollari. Occorre ricordare che quando si è trattato di
rinnovare la convenzione il PICAI, a causa del drastico calo dei contributi del MAE, ha dovuto
rinunciare a rinnovarla, pena la chiusura di molte altre scuole sparse sul territorio.
CG – Io riconosco il ruolo storico che il PICAI ha avuto nel mantenimento all’attuale livello di
diffusione della lingua italiana, anche ad opera del PICAI. Oggi il contributo verso il PICAI, come
verso tanti altri Enti, compreso il Consolato,  è stato ridotto, ma il PICAI deve continuare la sua
azione e sarebbe assurdo cancellare non solo il ruolo avuto nel passato ma anche quello che  
deve avere nel futuro; a fronte del calo dei contributi,sarebbe stato opportuno e preferibile a
mio parere  cercare  di salvare per quanto possibile i corsi integrati in considerazione del
particolare valore attribuito loro dal Ministero degli Esteri ed dal  Consolato  .
Il Sabatino – Penso che il PICAI abbia fatto delle scelte, salvando le cose che riteneva più
importanti. Probabilmente, salvando tutto, avrebbe decretato la fine immediata dei corsi di
italiano.
CG – Appunto. Ma si potevano fare altre scelte. Tuttavia io voglio guardare al PICAI in un futuro
di collaborazione ispirandomi a quello di positivo che è stato fatto in passato, considerando che
la situazione oggi è diversa.
Il Sabatino – Quindi mi pare che Lei affronti la situazione in modo diverso, rispetto ai suoi
predecessori. Penso che i  nostri lettori vorrebbero capire qual è la sua visione del futuro.
CG– No, non è diversa da quella dei miei predecessori,  anzi mi pongo  con una linea di
continuità con quella del MAE, per esempio in quello che riguarda il favorire i corsi integrati.
Questa è la linea che cercherò di attuare e in questa linea si pone l’accordo promosso e
sostenuto  dalla Fondazione con la EMSB  e che come Consolato continueremo a sostenere.
Questo disegna un sistema in cui il Consolato, gli enti gestori (con il PICAI in un ruolo di primo
piano)  non sono gli unici attori in cui la comunità prende in mano ed assume un suo ruolo
attivo,  che ha lo scopo di coniugare integrazione e conservazione della lingua e del legame con
l’Italia.
Il Sabatino – Il PICAI esiste da oltre 40 anni e in tutto questo, periodo ha cercato con impegno
di integrare la lingua nei programmi delle scuole ‘’dell’obbligo’’.  La convenzione tra PICAI ed
EMSB è stata attivata 6 anni fa, dopo lunghe trattative, quindi il PICAI non si e’ rifiutato di
giocare la partita dell’integrazione, ma ha dovuto fare i conti con le disponibilità finanziarie.
CG – I conti li dobbiamo fare purtroppo tutti, il Consolato per primo, ed è per questo che io vedo
vari attori che entrano nel gioco, tutti con un unico obiettivo,  in cui dobbiamo coordinarci ed il
Consolato avrà questo ruolo di Coordinamento, ma in cui il PICAI, con la sua esperienza storica,
che non deve andare dispersa, sarà uno dei principali attori, anche il principale.
Il Sabatino – Tuttavia, negli anni passati, con il contributo del MAE ed il contributo delle
famiglie, attraverso un attento controllo delle spese il PICAI ha potuto esercitare attivamente la
sua azione. Oggi, con il sensibile calo del contributo dall’Italia i conti non tornano più.
CG – Io, come funzionario dello stato, le posso dire si deve cercare di fare il massimo con le
risorse decrescenti disponibili.  Se in una famiglia ci sono meno soldi, non si caccia il figlio di
casa, si cerca tagliare e si prova a trovare nuovi spazi di efficienza. In fondo anche l’accordo
Fondazione EMSB è venuto fuori dalle necessità contingenti. Anche il PICAI, cercando contributi
dalle famiglie, e con le scuole per gli adulti, ha dimostrato di poter cercare nuove risorse. Una
capacità manageriale che io apprezzo e saluto.
Il Sabatino – Io sono il Direttore del Sabatino e certamente gioco la mia partita per il PICAI.
Credo che il PICAI gradirà sicuramente una sua visita per poter approfondire i temi comuni..
CG – Ma io non gioco nel campo avverso, e nelle prossime settimane, dopo le elezioni. mi farà
piacere incontravi ed essere presso di voi. Ho già avuto contatti con i vertici del PICAI e sarà
utile ed interessante venire da voi.
Il Sabatino – Ringrazio molto per il tempo dedicatomi.
CG – Io ringrazio lei. Quando parlo d’integrazione tra gli attori, mi riferivo anche all’Istituto di
cultura  cui non deve mancare un  ruolo nel contesto della collaborazione tra le parti attive.