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Che settimana!

Purtroppo, è cominciata su una nota negativa. La mia
mamma mi ha chiamato sabato nel pomeriggio. Non si
sentiva bene. La sua condizione era piutosto grave.
Infatti, si sentiva molto debole da 3 mesi, da quando è
tornata dall’ospedale. Ogni volta che mamma chiedeva al
dottore perché si sentiva tanto debole, le rispondeva che
essa non faceva abbastanza esercizi. Allora, sabato , di  
sua volontà ho chiamato 911 per chiedere un’ ambulanza
per portarla all’ospedale. Il dottore ha prescritto una mol-
titudine di test per alla fine concludere  martedi che mam-
ma soffriva di una embolia polmonare. Sfortunamente,  
non hanno potuto fare questa diagnosi piu’ presto e ov-
viamente la sua condizione  in seguito si è aggravata.
Ma, almeno, oggi, si sa che cosa prescriverle e speriamo
che mamma saprà rispondere alla medicazione per alfine
ritrovare la salute.

Norman Davidson

Adulti livello III
Classe di Luigi Pellegrin
« Come Dio Commanda » di  Niccolò Ammaniti

Riassunto :di
Jacqueline Dubé;  Adulti livello III. Classe di Luigi Pellegrino

È il racconto di quatro uomini chiamati « A »,  « B », « C », e « D » ::

« A »vive con suo figlio da quando la moglie è partita, lasciandolo solo con il loro bambino.
Alcolico sotto la sorveglianza di un lavoratore sociale deve rapportarsi per quanto concerne l’
educazione e la cura del figlio. Di più perde il suo lavoro. Il figlio ha tredici anni e ostenta già un
comportamento delinquente. Si disinteressa della scuola e si sente a parte degli altri ragazzi. La
violenza è diventata un modo d’espressione.
« B » è stato fulminato da quando era bambino ed è rismasto con molti problemi e deficienze. È
una sorta di paria, un solitario e inoltre perde il suo lavoro.
« C » ha visto sotto gli occhi la sua bambina di due anni morire suffocata nell’auto a causa della
cintura di sicurezza difettuosa. È diventato depressivo, alcolico e non lavora più dall’evento. La
moglie l’ha lasciato e vive con un altro . « C » prende male la notizia della gravidanza della sua ex.
« D » diventato un lavoratore sociale s’occupa del caso di « A » e del figlio. È innamorato della
moglie del suo migliore amico. Un giorno di temporale ha talmente paura di morire che fà un voto,
una promessa a Dio di non vedere mai più la donna amata se avesse la vita salva. Preso con un
problema di coscienza nel fare un scelta tra la promessa a Dio e l’amore, domanda consiglio.
I primi tre uomini, disperati e senza avvenire, decidono di cambiare il loro destino e di diventare
ricchi. Il loro piano : rubare un bancomat. Cosi al momento convenuto « B » si recherà da « A »
poi tutti e due raggiungeranno « C » a casa e di lì verso il luogo del delitto. Al giorno stabilito c’è
un temporale, piogge torrenziale e venti forti. È notte fonda e lungo la strada deserta « B »,
andandosene da « A », sporge una ragazza di quattordici anni, bionda, bellissima e la prende per
la star del porno per la quale va pazzo. L’incontro della ragazza è per lui un segno, un regalo di
Dio. Preso da un desiderio incontrollabile, perde la testa e, dimenticando i suoi amici e il progetto
di furto, prosegue la ragazza, la tracca ( l’attacca?), la stupra e l’uccide selvaggiamente.
« A » aspettando « B » comincia a bere. Dopo qualche ora è ubriaco. Il telefono squilla. Una
chiamata all’aiuto di « B » preso dal panico. Malgrado il temporale « A » guida il suo camion fino al
luogo indicato. Cercando « B » s’imbatte nel corpo mutilato della ragazza, ha una attaco epilettico
e si crolla. « B » trova il corpo di « A » e credendolo morto, trucca le prove dell’assassinio in modo
da far trovare il suo amico colpevole del suo proprio delitto e va via.
« B » riprende conoscenza e malgrado la paralisi riesce a chiamare suo figlio il quale svegliato
dallo squillo del telefono sente la voce debole del padre, capisce l’emergenza e prende la sua
bicicletta nel temporale per portargli soccorso. Trovò il corpo inanimato di suo padre e il corpo
mutilato della ragazza, una sua amica di scuola. Non credendo suo padre capace di fare un tale
delitto, decide di proteggerlo e di truccare le prove. Guida il camion del padre fino a casa
riportando i corpi di suo padre e della ragazza e la sua bicicletta. Nasconde il corpo della
ragazza, chiama l’ambulanza per il padre.
Intanto « C », aspettando « A » e « B » che non arrivano, si mette a bere e completamente
ubriaco decide di fare il furto da solo. Prende la sua auto che non aveva guidato dalla morte della
sua bambina, diventa matto dal dolore dei ricordi e si uccide in un incidente.
« B », avendo appreso che « A » è vivente, si rende due volte all’ospedale per ucciderlo, ma non
ci riesce. Capendo il male che ha fatto e sommerso dalla colpa, s’impicca.
« D » lavoratore sociale chiamato urgentamente a prender a carico il figlio di « A » rimane tutta la
notte nella loro casa sporcaccione. Mentre il ragazzo dorme, esce da casa, prende  il corpo della
ragazza e lo getta nel fiume. Ma l’indomani il corpo è ripescato.
« D » insiste affinché il ragazzo sia presente al funerale. Il ragazzo vede la sofferenza della
famiglia degli amici della ragazza assassinata, partecipa alla compassione e alla solidarietà della
gente presente, sente tutta la sofferenza causata e scoppia a piangere.
Nella chiesa « D » scorge la donna amata e decide di scegliere la felicità con la donna amata
malgrado la promessa fatta a Dio in un momento di panico.

Commenti :

« A » « B » e « C » condividono la loro miseria e disperazione sfortunata. Vivono ai margini della
società nelle condizioni minime e insalubri per alcuni. Sono riempiti di risentimenti e rifiutano di
chieder aiuto. S’isolano e rimangono passivi e alla mercé della loro malasorte sperando che
qualcosa succeda, aspettando che Dio venga al loro soccorso. Prendono Dio come testimone
della giustezza e della fondatezza dei loro desideri. Sono in preda alla fatalità.
Invece « D » si chiede come fare di più nella sua vita, trova delle soluzioni, un altro lavoro e non
esita a chieder aiuto in caso di bisogno. Insomma sceglie come vuole vivere la sua vita, sceglie la
sua propria felicità oltre la supposta volontà di Dio.
Il ragazzo è un prodotto e un testimone della passività, dell’alcolismo, della violenza, della fatalità e
porta in sé stesso tutte queste miserie. A tredici anni ha già cominciato una vita di menzogna e di
violenza. Ma la pena provata al funerale è possibilmente una indicazione che abbia capito che ci
siano altre maniere di vivere che lui e gli altri non sono differenti. Un’ indicazione che ci sia
speranza.

Niccolò Ammanati ha provato di dimostrare come gli umani, presi in un contesto di miseria,
pensano e reagiscono e riproducono quel che conoscono come una fatalità. E come diventano
ancora più miserabili per la loro inattività. Un circolo vizioso.
L’azione si svolge in un contesto di povertà e di miseria a tutti i livelli : finanziario intellettuale e
emotivo affettivo con dei personaggi duri senza educazione, senza cultura e senza nessuna
raffinatezza. Il vocabolario e le espressioni usati sono fortissimi, brutalissimi e volgarissimi all’
immagine del contesto e dei personaggi.
Ammanati non solamente descrive un’azione dall’esterno, ma ci fa sfondare nel interno della
miseria, del sentire, della paura, della disperazione dei suoi personaggi. Non siamo solo testimoni
di tutta questa miseria ma diventiamo i personaggi. Ammanati ci trascina in un viaggio al cuore dell’
inferno umano.
L’autore ci lascia con molte interrogazioni sugli annessi e connessi della vita. A noi di rispondere
colle nostre  scelte nella nostra vita.
Il microbo

Buongiorno a tutti,
Permettete di presentarmi. Mi chiamo MICROBO. Sono
qui per parlarvi di salute o di quello che faccio per diroc-
carla. È possibile che molti tra di voi mi confondano con i
mei amici: virus, batterio, germe... A dire il vero, anche io
ho difficultà a fare la differenza tra di loro. (Dopotutto,
sono soltanto un microbo, non un medico). Dunque ,oggi,
quando parlerò di me, saranno inclusi anche i miei amici.
Sapete! Esisto da milioni di anni, ma non voglio raccon-
tarvi tutta la mia storia; diciamo, comincerò al tempo dei
Romani. Credo che tutti hanno sentito parlare dei
Romani, sopratutto gli Italiani... Eh!   Dunque! In quel
tempo ( centinaia di anni prima e dopo) era la festa.
Nessuno mi conosceva. Una piccola ferita ed entravo nel
corpo della vittima per renderla malata o peggiore. Causa-
vo malattie, dolori, infermità... pensate alla lepra. Un Ro-
mano poteva sperare di vivere fino a 35 anni in media.
Certo non ero coinvolto in tutti i decessi ( c'erano guerre,
incidenti...) ma ne avevo una buona parte.È stato cosi
per cento, mille anni. Influenza, orecchioni, tubercolosi ...
non è possibile di enumerare tutte le malattie, ma  tutte
sono le mie opere. Ma gli uomini si sono difesi. Per esem-
pio, si sono accorti che le arance potevano annullare il
"scorbut".  Dunque il cibo è diventato importante per
aiutare la salute. Poi hanno fatto ricerca e, per sfortuna,
mi hanno scoperto. Il detto Pasteur con la sua penicillina
mi ha colpito sodo. Anche l'uso del sapone quando han-
no visto che viaggiavo da mano a mano. Ma davanti a
quelle scoperte il cui scopo era di eliminarmi, non ho ab-
bandonato. Oggi, anche se gli uomini hanno spento mi-
liardi e miliardi di dollari sulla ricerca e la medicina, sono
encora là. Ho mutato. Approfitto delle cattive abitudini de-
gli uomini ( e donne). Sono deboli. Oggi aspettano che il
loro governo faccia tutto per loro. Amano mangiare trop-
po, non fare esercizio, fumare... e farsi curare "gratis".
Cosi ho creato nuove malattie, per esempio: l'aids che si
trasmette con... ma voi lo sapete, il diabete, il coleste-
rolo... per colui che mangia male e che non fa esercizio.
Purtroppo è come alla guerra. Talvolta colpisco gente
che non lo merita... Beh! Non sono perfetto.  Malgrado
tutto quello che faccio, devo lavorare due volte di più per
raggiungere il mio scopo. Quello che mi prendeva 35 anni
duemila anni fa, adesso ci vogliono circa 85 anni . Si!
L'uomo può aspettare, al meno nel Canada e negli Stati
Uniti, di vivere fino all’età media di 85 anni. Prima di sa-
lutarvi, voglio dire che non mi fermerò mai, che voglio
essere più pericoloso che mai  (pensate a l'influenza
H1N1... vi ho fatto paura... no!... He! He! He!). Continuate
a spendere soldi ma anche a prendere le vostre respon-
sabilità verso la vostra salute. Perché vi dico questo?
Perché so che non mi ascolterete e...    Scusatemi! ho
visto Maria starnutire e dare la mano a Norman. Ho lavoro
da fare... Ciao... arrivederci...

MICROBO Luc B.
Adulti livello III
"Per quanto viaggiamo in tutto il mondo per trovare
ciò che è bello, dobbiamo portarlo con noi oppure
non lo troveremo." - Ralph Waldo Emerson (1803-
1882), poeta, filosofo e saggista americano.

Solo quando ho letto questa frase di Ralph Waldo
Emerson, ho capito pienamente (almeno, credo di aver
capito) perchè i viaggi mi piacciono tanto. Che bel pen-
siero! E’ vero che forse all’inizio abbiamo un’ idea di ciò
che vogliamo trovare viaggiando. E’ un’immagine ideale
che si forma nei nostri pensieri prima di viaggiare. Ad
esempio, per me quest’idea, o le immagini, sono nate
moltissimi anni fa quando ero piccola. Leggevo i romanzi
degli autori dall’estero, ma non potevo visitare i posti de-
scritti. Però, nei miei pensieri continuavo a costruire i luo-
ghi quasi immaginari e ricordavo i nomi delle città spagno-
le, italiane e francesi. Nella maggioranza dei casi sono
state dellle immagini molto belle e romantiche e sognavo
i viaggi là. Per me i nomi come il Lago Maggiore, Firenze,
Venezia, San Pietro, San Marco, avevano una bellezza
magica, anche se non avevo mai visto questi posti.
Quando finalmente li ho visti con i miei propri occhi, por-
tavo già la bellezza con me e l’ho trovata anche in realtà
quando il sogno si è realizzato.  Non posso dimenticare
quello che un amico mi ha detto qualche mese fa in rispo-
sta ai miei racconti dei viaggi in Europa: “Ma perché an-
dare là? Possiamo vedere tutto nelle foto su internet”.
Evidentemente, questa persona non porta la bellezza
con lui e per questo non la troverà anche se andrà viag-
giare.
Vorrei anche aggiungere un bel pensiero suggerito dalla
mia amica italiana virtuale in riferimento al “viaggio”. E’
un pensiero di Andrej Tarkovskij, regista tra l'altro russo:
" Tutto quello che siamo lo portiamo con noi nel viaggio.
Portiamo la casa della nostra anima, come fa la tartaruga
con la sua corazza. In verità, il viaggio attraverso i paesi
del mondo è per l'uomo un viaggio simbolico. Ovunque
vada è la propria anima che sta cercando. Per questo
l'uomo deve poter viaggiare ". La stess’amica ha anche
scritto, anni fa, una poesia dopo un viaggio, tornando a
casa (mi ha dato il permesso di citarla):

Elena
Adulti livello III
L’autunno... e dopo natale

Il  vento mi ha svegliato. Con gli occhi aperti, ho guardato intorno a me e ho visto che tutto era  in
accordo. I miei libri erano dove li ho lasciati. Il bicchiere di acqua era vicino al letto, pronto per
quando mi sveglio con una grande sete.
Mi sono alzata e sono andata alla finestra. Fuori il vento soffiava con grande forza e le foglie
volavano dappertutto. I colori di  rosso, giallo, ambra e verde ballavano insieme. Era un
spettacolo magnifico. Se prendiamo il tempo di guardare con gli occhi veramente aperti, vedremo
le bellezze della natura. L’abbondanza dell’ autunno  è un vero miracolo.
In realtà, la vita non è sempre facile, ma io credo che le sfide  ci danno la forza di vivere e d’avere
la compassione verso  gli altri.Ogni giorno dovremmo prendere un pò di tempo di  pensare a tutto
ciò che abbiamo: la famiglia, gli amici, l’abbondanza. Mi trovo molto fortunata e, con questa
fortuna, ho la responsabilità di aiutare  quelli che sono meno fortunati.
Il vento,  la pioggia, il freddo, sono tutti preannunzi dell’inverno ...e di Natale. Natale con l’albero,
palle di colori rosso, verde, oro, argento , Babbo Natale,famiglia, amici che non abbiamo visto da
tanto tempo, e i dolci deliziozi. È vero che mangiamo troppo durante le feste, ma dicono che quelli
che hanno un buon appetito sono in buona salute.
Basta con Natale! E il 15 di ottobre, e devo pensare a oggi. C’ho tante cose da fare, e le farò con
grande piacere. Alla prossima!

Maria Ricci
Adulti livello III
Classe di Luigi Pellegrino
Ritorno dall'Uruguay

Buongiorno a tutti!
Questa settimana sono tornata da Montevideo.
La verità è che non ho praticato per niente l’italiano, (anche se i libri erano nella valigia).
Il mio tempo è stato ocupato con la famiglia, ( ho 3 fratelli e una sorella, anche alcuni nipoti), gli
amici e la spiaggia. Come in ogni paese, ho trovato un lato positivo e un altro negativo. E come in
tutti i paesi, i cittadini si lamentano del governo. Il positivo è che  splendidi edifici sono stati
costruiti, soprattutto in prossimità della spiaggia. E che Montevideo ha un aeroporto magnifico
chiamato “Carrasco” edificato tra 2007 e 2009. Le persone vestono abiti moderni e ognuno
cammina con il suo cellulare. La vita è frenetica ed è comune comprare il cibo preparato.
Da Montevideo a Punta del Este si possono godere bellissime spiaggie di sabbia bianca che sono
gratuite per tutti. In Rio de la Plata ci sono le spiagge di Montevideo che si estendono verso l’
Oceano Atlantico con le spiagge più famose dell’Uruguay. Il lato negativo della città è la
trascuratezza e la disattenzione di qualche zona centrale. Anche la mancanza di sicurenzza sulla
strada, che intimidisce anche turisti e cittadini. Le invasioni di casa sono comuni come qui.
Debbo dire che come in tutte le città del mondo occidentale, la gente si lamenta ma ognuno ha la
sua macchina, il suo viaggio, il suo cellulare e gode di momenti di ozio. Ritornando in Canada, a
Montreal, il lungo inverno continua e mi fa pensare che quattro settimane non bastavano, sarei
dovuto restare un altro mese in Uruguay! La mia vacanza è conclusa, oggi voglio sentire da voi,
oggi voglio ascoltare.., per dimenticare un po` la nostalgia che sento.

Gloria Gonzalez
Adulti livello III
Classe di Luigi Pellegrino
Pubblichiamo, di seguito, una selezione dei molti scritti inviati dalla classe III Adulti.
Chi volesse leggerli integralmente, puo' vederli, in formato pdf, cliccando sui relativi Link.
La Redazione.