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IL SABATINO.it
Leonardo da Vinci
L’espatrio, per riunire la famiglia

Mia nonna mi è sempre stata  vicina negli ultimi diciasette anni ed è stata
sempre lì per me, la ringrazio per avermi insegnato tante cose: cucire, fare le
maglie e le sciarpe. Non avrei mai capito le difficoltà che ha attraversato
quando è arrivata qui in Canada. Lei si sentiva bene all’inizio della sua nuova
vita, con i suoi figli e la speranza di una vita migliore. Quest’anno, mia nonna
festeggia i suoi cinquant’anni di matrimonio, una vita spesa bene, prospera e
circondata dalla sua famiglia. L’Italia, il suo paese natale, sarà sempre nel suo
cuore, ma il Canada è stato e sarà da per sempre la sua casa. Non è stato
facile, per mia nonna imparare una nuova lingua ed abituarsi ad un nuovo
modo di vivere, ma la decisione che prese, di venire a vivere qui in Canada a
Montréal con mio nonno, ha fatto si che la vita di mia mamma e la mia fossero
di conseguenza più facile. Senza il sacrificio  di mia nonna, oggi non sarei qui
a parlare del suo coraggio e della decisione di una vita.
Ecco come Lei mi ha raccontato il suo viaggio in Canada e il perchè?
Sono emigrata in Canada, per due motivi: mio marito era già in Canada a
Montreal è lavorava per la Canadian Pacific, secondo, per mio figlio, lo volevo
portare via dall’Italia, poichè era bella ma molto povera, all’epoca.

Il nostro viaggio: siamo partiti dall’Italia il 2 novembre 1965 per arrivare al porto
d’Halifax il 10 novembre dello stesso anno, naturalmente.
Imbarcati sulla nave Olivia, prima dello stretto di Gibilterra, mentre io con mio
figlio emigravamo per il Canada`: “ …….Il mare era calmo, tutto era bellissimo
e buono a bordo, mà, passato lo stretto, tutto divenne brutto. Il mare era
agitato e la nave si muoveva tanto, non siamo più usciti dalla cabina, fino al
nostro arrivo, nemmeno per mangiare”.
Sbarcati a Halifax, abbiamo proseguito il nostro viaggio in treno fino a
Montréal,  una nuova vita ci aspettava.

Melanie Di Stefano
Quinta media,
Scuola Leonardo da Vinci.
Insegnante
Eduardo Rodà
Un'intervista a mio padre

Mi chiamo Alessia Lo Dico, questa è un’intervista che ho voluto fare a mio
padre in occasione di un progetto, sull’emigrazione, nella mia classe d’italiano
del sabato mattina al Picai.

Come ti chiami e dove sei nato?
Il mio nome è Onofrio Lo Dico, sono nato nel comune di Joppolo Giancaxio, in
provincia d’Agrigento.

Quando hai lasciato la Sicilia?
Ho lasciato la Sicilia, per emigrare in Canada, nel 1966. Partito in direzione New
York, con una delle navi gemelle, la Michelangelo, che insieme alla Raffaello e
la Leonardo da Vinci, appena costruite, portavano gli emigranti in America, per
ritornare indietro quelli che avevano cambiato un pò la loro idea negli anni.

Come è stato il tuo arrivo in Canada?
Arrivato in Canada, sono stato ben accolto, da mio fratello che era già lì prima
di me.

Questo Joppolese aveva come scopo di trovare un lavoro, hai trovato un lavoro?
Si ho trovato un lavoro, è stato un pò difficile difficile di affrontare le diversità,
perchè in Canada le città erano molto più grandi e la temperatura molto più
fredda che a Joppolo in Sicilia.

È poi?
Arrivato da poco, sentivo già la mancanza dei miei genitori e della mia famiglia,
non mi piaceva essere da solo è decisi di sposarmi.

Che cosa hai fatto, allora?
Sono rientrato in Italia per sposarmi, non avevo e non ho nessun rimorso di
essere emigrato in Canada.

Ma sei ritornato ancora in Canada?
Si, sono emigrato nuovamente in Canada, per la seconda volta, questa volta
insieme a mia moglie, la tua mamma. Qui a Montréal ho trovato un bel lavoro
che mi ha permesso di mantenere la mia famiglia.

Dopo, cosa ancora?
Da quell tempo ad oggi, insiema a mia moglie, continuiamo a mantenere con
fierezza le stesse abitudini di vita, gli stessi valori e le stesse tradizioni che
avevamo nel nostro paese d’origine ed oggi le trasmettiamo alle nostre figlie e
alle nostre nipoti.

Grazie, Onofrio Lo Dico, mio papà, per averti prestato a questa testimonianza
di vita d’emigrante

Alessia Lo Dico

Terza media.
Scuola Leonardo da Vinci.
Insegnante
Eduardo Rodà
Joppolo Giancaxio provincia d’Agrigento
Il viaggio della speranza
Foto dal passaporto di Pierina Taddeo in Carlucci e figlio
Lacolle Quebec, lo sbarco.
Isabella Bozzo
IL VIAGGIO DELLA SPERANZA